C’era un limite che non potevo superare

Come hai scoperto la figura del PO?

Ultimamente mi è capitato di leggere svariati articoli su questa figura professionale.

Perché hai deciso di rivolgerti ad un PO?

A me prendono regolarmente degli “attacchi di ordine assoluto”, come li chiama mio marito. Magari apro un cassetto, e lo trovo troppo pieno di cose che non so nemmeno che cose sono. Ed ecco che parto come un treno, apro, chiudo, butto, sposto… Una specie di piccolo uragano in tutta la casa al quale poi segue un senso di liberazione e di sereno. Però, per quanto ce la metta tutta, mi rendo conto che i risultati sono approssimativi, incerti. Insomma, ad un tratto ho capito che c’era un limite che non potevo superare da sola. In parte perché ci sono cose che non so. Ma anche e soprattutto perché ci sono cose che “non posso”. Perché trattandosi di casa mia, sono troppo coinvolta e non riesco a vedere le cose come può farlo un PO.

Come è stato lavorare con un PO?

Lavorare con Francesca è stato lluminante, entusiasmante, sorprendente, semplice ed incredibile allo stesso tempo.

Sei soddisfatta?

Felice. Questa è la parola giusta. Davvero, è difficile immaginare quanto mi senta più felice entrando in casa. E’ come quando ti provi un vestito che hai la sensazione che sia proprio e finalmente il tuo, e ti dici che ne vuoi dieci uguali, magari di colori diversi ma uguali, perché ci stai troppo bene dentro.

Lo consiglieresti? Perché? A chi?

Lo consiglierei a tutti. Anche a chi crede di non averne bisogno. Davvero. Certo bisogna capitare sul P.O. giusto, Francesca ha saputo entrare in casa con decisione e delicatezza insieme, riuscendo a capire, interpretare..ed agire!

Maria Paola

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